Prologo II - Il Ballo

Tommaso updated 1 year ago
“Non mi dire che non hai saputo nulla! Il ballo della duchessa de la Motte è stato molto più movimentato di quanto non si credesse possibile! Già ma io ero presente e posso raccontarti tutto! Credo che non vi sia mai stata un'occasione mondana tanto elegante come questa e di certo lo si deve soltanto a questi gentiluomini di Montaigne. Mia zia ha sempre detto che la guerra è una faccenda eccitante, con tutti questi balli e feste per celebrare le alleanze. Fortuna ha voluto che la duchessa abbia sposato Aristide Vincenzini e che questi sia vassallo del Principe Caligari, altrimenti non avrei mai potuto presenziare! Oh, ma immagina lo sfarzo: i lampadari di cristallo erano lucidi a tal punto da far assomigliare i soffitti al cielo stellato e tutta quella luce era per noi, per celebrare la futura vittoria della nostra grande alleanza sul Principe Villanova, M. Caligari era così affascinante come anfitrione e ha accolto ognuno con garbo e interesse! E quel giovanotto, il suo amico N. Saresini: dicono abbia ricominciato solo di recente ad usare il cognome paterno, ma non so dirti di più. Secondo alcuni sarebbe il legittimo erede del castello di Gusciola, laggiù dove si vocifera vogliano tenere il concilio di pace. Chissà cosa accadrà, vorrei tanto poter partecipare, ma sembra che saranno solo in pochi a poter partecipare. Sicuramente M. Caligari non si separerà dalla sua Elisa Colombini, quella donna lo segue ovunque vada.
Avresti dovuto vedere quando gli animi hanno iniziato a scaldarsi e già non è che gli animi fossero poi così distesi. Immagina come si dovesse sentire a disagio il generale E. Corentin de Montaigne con il fratello della duchessa C. V. E. de la Motte che sembrava intenzionato a sottolineare ogni singola battaglia in cui Montaigne era stata condotta alla sconfitta a causa delle azioni del generale! E avresti dovuto vedere la faccia di Annabelle Clarke davanti ai dignitari di Montaigne, era livida di rabbia, ma non ha osato fare nulla. Dopotutto, ha perso la sua spilla di duellante proprio a causa del caratteraccio che si ritrova, ma avremo modo di parlare più tardi di questa storia. 
Ti dirò invece che i Castigliani non hanno lasciato un momento il Principe Attilio Lucani e quella sua specie di ombra, I. Luceri. Chissà come ha fatto ad ottenere una lealtà così incondizionata. La donna invece, Cecilia Liguori, ha passato la serata ad essere sgarbata con chiunque, tanto che lo stesso Principe l'ha più volte richiamata a comportamenti più consoni.
Quell'inquisitore castigliano, invece, mi dà i brividi, sembra un tipo capace di scovare il peccato nell'anima di chiunque. Al contrario, quel priore D. Malvanti sembra tutto men che un uomo di chiesa: ha passato la sera al tavolo da gioco insieme ad H. Duval! Che ragazzo affascinante, peccato che la duchessa de la Motte sia così presa da lui, altrimenti non mi sarebbe dispiaciuto scambiarci due parole.
Ma insomma, veniamo ai fatti salienti: ad un certo punto I. Luceri è venuto fuori in compagnia di un uomo di Vestenmennavenjar, S. Elgrimsen, che a sua volta era seguito da un Eiseniano dall'aria gelida, K. Janina Damaske. In sostanza, I. Luceri ha assoldato la Stahlturm, la compagnia mercenaria di Eisen di cui Damaske è il generale, per combattere in suo nome! Ed è assolutamente evidente che abbia degli accordi con la Lega di Vendel, perché S. Elgrimsen siede su uno dei nove seggi! Non è affascinante essere stati al centro di tutto questo? E le reazioni dei presenti sono state così variegate: M. Caligari era livido di rabbia, ha perfino minacciato di ritirare le proprie truppe se non avessero fatto saltare l'accordo, ma la cosa più assurda è stata che lo stesso Principe Lucani si è quasi messo a gridare contro il suo braccio destro, come se avesse chiuso quell'accordo senza consultarlo! Se non fosse stato per il tempestivo intervento del vescovo J. L. de Miguel de Altamira non si sarebbe mai trovata una soluzione: è stato così abile da riuscire a dare ragione a I. Luceri e allo stesso tempo ha ottenuto che si allontanasse dalla festa per placare gli animi degli altri invitati coinvolti nel diverbio. Incredibile, vero?
E non è finita qui, ma devi giurarmi che non rivelerai nulla di quello che ti dirò ora. Sono cose delicate e non sono del tutto sicura di quello che le mie orecchie hanno udito. Bene, ascolta qui: nella delegazione di Avalon era presente anche uno studioso, un certo B. MacDugald. Fin qui nulla di strano, se non che l'ho sentito personalmente parlare di una profezia contenuta in alcuni antichissimi scritti Syrneth. E ne parlava con grande cognizione di causa, anche se io non sono riuscita a capirci gran che. Ma no che non stavo origliando, le signore non lo fanno! E comunque erano seduti al tavolo, B. MacDugald, il vescovo e perfino qualcuna delle donne delle corti vodacciane e non si stavano esattamente nascondendo! Quindi non ho fatto nulla di male, specie se consideri che anche il generale E. Corentin de Montaigne sembrava particolarmente interessato alla conversazione. Se poi consideri che è stato proprio lui che ha rapito lo studioso di Avalon, direi che è ben chiaro chi abbia tenuto il comportamento peggiore. Ebbene sì, E. Corentin de Montaigne ha approfittato della disastrosa Battaglia della Vedova e non appena le navi di Avalon sono state ridotte a meri relitti, è intervenuto a “salvare” gli alleati per poi dimenticarsi di restituire B. MacDugald. Come sarebbe a dire di che battaglia parlo? Ma dove hai vissuto finora? Annabelle Clarke ha attaccato frontalmente le navi della compagnia delle Lances du Soleil, quei mercenari di Montaigne al soldo di Giovanni Villanova, che proprio dopo la battaglia hanno visto bene di abbandonarlo e tornare con l'Imperatore. E ora puoi immaginare come sia infuriato suo fratello C. Mac Dugald, e lui è un Duellante piuttosto abile. Spero davvero che si sfidino a Duello!”
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